{"id":1000,"date":"2026-07-30T13:10:39","date_gmt":"2026-07-30T11:10:39","guid":{"rendered":"https:\/\/medievalsicily.org\/progetti\/santa-maria-di-campogrosso\/cimitero\/"},"modified":"2026-07-30T13:10:39","modified_gmt":"2026-07-30T11:10:39","slug":"cimitero","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/medievalsicily.org\/it\/progetti\/santa-maria-di-campogrosso\/cimitero\/","title":{"rendered":"Cimitero"},"content":{"rendered":"\n<section class=\"wp-block-group ms-project-hero compact ms-project-hero-placeholder-cg is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n\n<div class=\"wp-block-group ms-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n\n<p class=\"ms-eyebrow wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/medievalsicily.org\/it\/progetti\/santa-maria-di-campogrosso\/\">Santa Maria di Campogrosso<\/a> \u00b7 sottopagina<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Cimitero<\/h1>\n\n<\/div>\n\n<\/section>\n\n\n\n<section class=\"wp-block-group ms-section is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n\n<div class=\"wp-block-group ms-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n\n<p>Gli scavi condotti finora hanno permesso di indagare circa 50 m\u00b2 del cimitero, portando alla luce 35 sepolture, di cui 12 tombe conservate integralmente. In tre tombe furono sepolti dei neonati e in una di esse sono stati rinvenuti due scheletri infantili, posti uno sopra l&#8217;altro. Le sepolture dei bambini erano coperte da tegole, una tipologia di costruzione tombale impiegata nell&#8217;area mediterranea sin dall&#8217;antichit\u00e0. Nella letteratura specialistica essa viene indicata con il termine \u201ca cappuccina\u201d. Le sepolture di bambini e donne indicano che in questa parte del cimitero venivano sepolti probabilmente soprattutto laici.<\/p>\n<p>Chi erano i defunti sepolti presso il muro meridionale della chiesa? Le ricerche antropologiche della dott.ssa Rosaria di Salvo hanno dimostrato che si trattava di un gruppo di uomini, donne e bambini, dunque di una popolazione residente nei pressi del monastero, e quindi non, come si era ipotizzato in origine, del cimitero dei monaci del monastero greco. La statura notevole sia degli uomini sia delle donne, insolita per la Sicilia medievale, consente di ipotizzare che si trattasse di nuovi arrivati normanni.<\/p>\n<p>La chiesa di Santa Maria di Campogrosso \u00e8 collegata alle chiese della Calabria e al movimento crociato da due ritrovamenti raffiguranti il cosiddetto \u201cmulino\u201d, ossia tre quadrati iscritti l&#8217;uno nell&#8217;altro. Questi motivi incisi, spesso associati a un gioco popolare, ricorrevano nel Medioevo anche in chiese e ospedali e sono talvolta collegati al movimento crociato come rappresentazioni simboliche di Gerusalemme. Una di queste raffigurazioni compare su una pietra che costituiva il rivestimento di una tomba.<\/p>\n<p>Alcuni di essi erano probabilmente persone di elevata posizione sociale, come indicano le forme delle tombe addossate direttamente al muro meridionale della chiesa. In un caso si trattava di una monumentale struttura in pietra (tomba 4) che copriva il corpo di un uomo alto quasi due metri. In un altro caso ci troviamo di fronte a una struttura tombale in pietra realizzata con grande cura, di forma antropomorfa (tomba n. 8). Questa tomba fu utilizzata tre volte. Di tanto in tanto i resti della persona ivi sepolta venivano prelevati per fare posto al successivo. Tuttavia veniva solitamente lasciata una parte delle ossa, principalmente degli arti inferiori.<\/p>\n<p>Il problema della cronologia della chiesa \u00e8 indissolubilmente legato alla datazione del cimitero, che sorse piuttosto dopo la costruzione dell&#8217;edificio. Poich\u00e9 la ceramica, che in mancanza di altri reperti costituisce di norma lo strumento di datazione fondamentale in archeologia, in questo caso non risolve il problema, la base per stabilire la successione degli eventi \u00e8 stata fornita dai ritrovamenti monetali e dalla datazione con metodi fisico-chimici. Sia il follis di Guglielmo II rinvenuto sopra la tomba n. 2, sia le due monete trovate al collo del bambino nella tomba n. 7, risalgono rispettivamente alla prima e alla seconda met\u00e0 del XII secolo. Un intervallo cronologico analogo \u00e8 stato stabilito sulla base della datazione C-14 delle ossa del bambino della tomba n. 2. Inoltre, la posizione stratigrafica della tomba n. 7 indica che essa fu scavata dopo l&#8217;aggiunta di un contrafforte al muro della chiesa gi\u00e0 esistente, ed \u00e8 quindi notevolmente successiva rispetto a quest&#8217;ultima.<\/p>\n<p>I dati raccolti permettono di ipotizzare che i muri dell&#8217;edificio oggi visibile siano stati costruiti al pi\u00f9 tardi verso la met\u00e0 o nella seconda met\u00e0 del XII secolo. La sua costruzione potrebbe tuttavia, secondo le fonti scritte, essere iniziata alla fine dell&#8217;XI secolo. Le scoperte archeologiche hanno smentito le ipotesi degli storici dell&#8217;architettura che datavano l&#8217;edificio della chiesa al XIII secolo o a epoche successive.<\/p>\n<p>In questa fase della ricerca non \u00e8 ancora possibile dire molto sulle relazioni sociali e interculturali. Grazie alle scoperte nel cimitero possiamo affermare soltanto che qui venivano sepolti defunti principalmente secondo il rito cristiano, con la salma disposta secondo l&#8217;orientamento est-ovest tipico dell&#8217;epoca, con la testa a ovest e senza alcun corredo. Alcuni defunti, sepolti in fosse terragne, avevano la testa fissata con pietre in modo da guardare verso est, in direzione della Terra Santa, e con pietre venivano irrigidite anche le membra all&#8217;altezza delle ginocchia e dei piedi. Le dimensioni della maggior parte degli scheletri rinvenuti indicano che in vita si trattava di individui di statura elevata, e quindi forse provenienti da fuori la Sicilia. Alla popolazione araba \u00e8 invece collegato il ritrovamento di un frammento di stele funeraria con un&#8217;iscrizione in stile cufico. Essa potrebbe provenire da un precedente cimitero arabo distrutto dalle tombe cristiane, ma potrebbe anche essere stata un elemento di una tomba islamica realizzata in un cimitero condiviso con i cristiani. Se l&#8217;iscrizione sulla stele, come suggerito dalla prof.ssa Maria Amalia de Luca dell&#8217;Universit\u00e0 di Palermo, \u00e8 un frammento della sura 9:33 del Corano, che esalta l&#8217;islam su tutte le altre religioni, \u00e8 difficile ipotizzare che questa seconda delle ipotesi sopra esposte sia reale.<\/p>\n<p>Un&#8217;analisi stratigrafica preliminare ha permesso di individuare diverse fasi cronologiche nell&#8217;utilizzo di quest&#8217;area, tra cui: il periodo precedente la costruzione della chiesa (I); il periodo di funzionamento dell&#8217;edificio (III); il periodo dalla distruzione della chiesa fino ai giorni nostri (V). Queste fasi sono separate da intervalli cronologici significativi per la storia dell&#8217;edificio: la fase di costruzione (II) e la fase di demolizione (IV).<\/p>\n<p>Fase I \u2013 periodo precedente la costruzione della chiesa. Nella Fase I, precedente la costruzione della chiesa, si formarono gli strati (US 11; US 16) trovati dai costruttori. Lo strato pi\u00f9 antico associato alla Fase I \u00e8 lo strato 16, un terreno bruno scuro situato sopra la roccia madre, con uno spessore di 10-20 cm. \u00c8 stato inoltre rilevato uno strato formatosi in seguito all&#8217;alterazione della roccia (US 11). Esso costituiva il substrato delle attivit\u00e0 legate alla costruzione della chiesa e all&#8217;utilizzo del cimitero. In questi strati la ceramica vascolare era molto scarsa (191 frammenti) ed era datata principalmente al periodo tardoromano. Non era accompagnata da ossa animali n\u00e9 da resti architettonici. Fase II \u2013 costruzione della chiesa. Alla fase di costruzione e agli inizi del funzionamento della chiesa e del cimitero (II) \u00e8 associato lo strato US 8. Questo strato, di colore bruno scuro tendente al ruggine, \u00e8 presente su tutta l&#8217;area del sito, risultando talvolta quasi indistinguibile dagli strati US11 e US16. In questo strato compaiono per la prima volta frammenti di malta calcarea. Dallo strato 8 sono stati recuperati in totale 58 frammenti di ceramica vascolare. I reperti individuali rinvenuti nei depositi della Fase II non sono numerosi (8 fr. di oggetti metallici) e non hanno valore datante. La forte frammentazione del materiale ceramico (oltre il 70% dei frammenti registrati aveva un diametro compreso tra 2 e 5 cm) e le tracce di erosione osservate su alcuni cocci impediscono un&#8217;interpretazione precisa delle caratteristiche tecnologiche e la ricostruzione delle forme dei recipienti, per cui in alcuni casi la determinazione della loro cronologia risulta addirittura impossibile. Negli strati della Fase II non \u00e8 stata rilevata la presenza di ossa animali. Fase III \u2013 periodo di funzionamento della chiesa. Durante il periodo di funzionamento dell&#8217;edificio (Fase III), fino al momento in cui la chiesa comincia a cadere in rovina e viene infine demolita, si formarono e furono utilizzati, tra l&#8217;altro a scopi sepolcrali, gli strati (US 5; US 5a; 6), in cui sono stati registrati frammenti di ceramica vascolare insieme a ossa animali. Durante l&#8217;utilizzo del cimitero, quando esso veniva ripetutamente scavato per effettuare nuove sepolture, si incontravano tombe pi\u00f9 antiche, e qui giungeva anche terra proveniente dall&#8217;area di servizio annessa alla chiesa del monastero. Tracce degli edifici monastici sono state scoperte durante le indagini non invasive condotte dal dott. Piotr Wroniecki. Anche i riempimenti delle tombe possono essere attribuiti alla Fase III. Nei depositi della Fase III sono stati rinvenuti 27 frammenti di ceramica e ossa animali. Oltre al materiale ceramico, gli strati contenevano anche reperti metallici (42 fr.). Il gruppo pi\u00f9 numeroso di reperti metallici \u00e8 costituito dai chiodi, il cui numero ammonta a 38. Essi venivano rinvenuti pi\u00f9 frequentemente nel riempimento delle fosse di sepoltura o negli strati situati direttamente sopra le tombe. \u00c8 stata rinvenuta anche una moneta e 6 frammenti di vetro. Fase IV \u2013 periodo di demolizione della chiesa. Gli strati sopra menzionati furono ricoperti da uno strato di lastricato in pietra, costituito per lo pi\u00f9 da pietre di campo provenienti dalla demolizione, spesso recanti tracce di malta (Fase IV). Negli strati della Fase IV sono stati rinvenuti 2017 frammenti di recipienti, pari al 56% dei reperti ceramici rinvenuti nell&#8217;area del cimitero e al 29,65% dell&#8217;intero inventario di cocci dell&#8217;intero sito. Come nella Fase II, la ceramica rinvenuta \u00e8 fortemente frammentata, come pu\u00f2 testimoniare l&#8217;ampia presenza di pareti e il diametro dei frammenti conservati, che di norma non superava i 5 cm. L&#8217;assenza di decorazione superficiale e l&#8217;impasto utilizzato nei frammenti di ceramica vascolare rinvenuti possono indicare un loro impiego domestico\/da cucina. La compresenza di ossa animali (l&#8217;appartenenza specifica non \u00e8 stata ancora determinata) con la ceramica vascolare sembra confermare che a quel tempo il cimitero non svolgeva pi\u00f9 la propria funzione. Fase V \u2013 periodo dalla distruzione della chiesa fino ai giorni nostri. Alla Fase V \u00e8 stato assegnato lo strato di humus (US 1) e lo strato d&#8217;uso situato direttamente sotto di esso (US 2), formatosi dopo la distruzione della chiesa. Essi erano costituiti da sabbia grigio-bruna debolmente argillosa e da pietre. In questi strati sono stati rinvenuti frammenti di ceramica vascolare fortemente frammentata, accompagnati da ossa animali (probabilmente di piccoli ruminanti) e da resti architettonici, quali frammenti di malta o di tegole. Il terminus post quem della formazione degli strati \u00e8 segnato dal momento della demolizione della chiesa nel XVI secolo. Durante gli scavi, negli strati pi\u00f9 recenti sono stati rinvenuti 1249 frammenti di ceramica vascolare (18,36% dell&#8217;intero inventario; 34,65% dei frammenti ceramici provenienti dagli scavi situati nell&#8217;area del cimitero). L&#8217;ampia presenza di ceramica negli strati pi\u00f9 recenti suggerisce che, nonostante la sconsacrazione della chiesa e la sua parziale demolizione, l&#8217;area continu\u00f2 a essere frequentata, probabilmente da persone occasionali \u2013 viandanti, briganti o corsari. Questa ipotesi sembra confermata anche dalla tecnologia differenziata di fabbricazione e cottura dei recipienti (sono stati registrati ben 10 colori di frattura). La variet\u00e0 dei recipienti \u00e8 legata al fatto che essi comparvero piuttosto casualmente e non erano collegati, come in precedenza, all&#8217;economia del monastero basiliano, per il quale numerosi recipienti erano forniti dalle proprie officine, il che si rifletteva in una maggiore uniformit\u00e0 dell&#8217;insieme proveniente dai depositi delle Fasi II e III.<\/p>\n\n<\/div>\n\n<\/section>\n\n\n\n<section class=\"wp-block-group ms-section alt is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n\n<div class=\"wp-block-group ms-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center\"><a class=\"ms-button outline-navy\" href=\"https:\/\/medievalsicily.org\/it\/progetti\/santa-maria-di-campogrosso\/\">\u2190 Powr\u00f3t do Santa Maria di Campogrosso<\/a><\/p>\n\n<\/div>\n\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Santa Maria di Campogrosso \u00b7 sottopagina Cimitero Gli scavi condotti finora hanno permesso di indagare circa 50 m\u00b2 del cimitero, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":0,"parent":977,"menu_order":80,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"class_list":["post-1000","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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